Sito web su misura: cosa significa davvero
Quando si parla di sito web su misura, spesso si immagina un progetto sviluppato interamente da zero, con mesi di lavoro e migliaia di righe di codice scritte appositamente per un’unica azienda. Non è necessariamente così. Per noi “su misura” significa soprattutto un’altra cosa: partire dalle esigenze del progetto e scegliere di conseguenza struttura, contenuti, […]
Quando si parla di sito web su misura, spesso si immagina un progetto sviluppato interamente da zero, con mesi di lavoro e migliaia di righe di codice scritte appositamente per un’unica azienda.
Non è necessariamente così.
Per noi “su misura” significa soprattutto un’altra cosa:
partire dalle esigenze del progetto e scegliere di conseguenza struttura, contenuti, interfaccia e tecnologia.
Il contrario è partire da uno strumento già pronto e cercare poi di adattarci dentro l’azienda.
La differenza sembra sottile.
Nella pratica cambia quasi tutto.
Il problema non è usare un template
Un template non è automaticamente una cattiva scelta.
Ci sono progetti semplici per cui una struttura già pronta può essere più che sufficiente. Un sito temporaneo, una piccola presenza istituzionale o un progetto con esigenze molto standard possono tranquillamente partire da una base esistente.
Il problema nasce quando quella base comincia a decidere il progetto al posto nostro.
Succede quando sentiamo frasi come:
- “questa sezione non si può fare perché il tema non la prevede”;
- “qui dobbiamo usare tre colonne perché il template funziona così”;
- “questo contenuto va inserito in quel modulo anche se non sarebbe il posto giusto”;
- “per aggiungere questa funzione dobbiamo installare un altro plugin”;
- “non tocchiamo quella parte perché rischiamo di rompere tutto”.
A quel punto non stiamo più progettando un sito.
Stiamo negoziando con uno strumento.
Un sito su misura parte dalle domande
Prima della homepage, del menu e dei colori vengono altre domande.
Chi deve usare il sito?
Cosa deve capire?
Quali sono le informazioni davvero importanti?
Cosa vogliamo che faccia dopo averle lette?
Quali contenuti deve poter aggiornare l’azienda?
Ci sono processi che possiamo semplificare?
Il sito deve dialogare con altri strumenti?
Deve vendere, raccogliere richieste, presentare competenze, distribuire documenti, gestire dati oppure semplicemente spiegare bene un’attività complessa?
Le risposte determinano il progetto. Non il contrario.
La struttura viene prima dell’interfaccia
Uno degli errori più frequenti nella realizzazione di un sito è iniziare dal suo aspetto.
Si sceglie una grafica, si definiscono alcune pagine e poi si cerca di far entrare i contenuti negli spazi disponibili.
In un progetto su misura facciamo il percorso opposto.
Prima costruiamo l’architettura:
- quali pagine servono;
- come sono collegate;
- quali informazioni contengono;
- quali percorsi deve poter seguire una persona;
- quali azioni sono importanti;
- quali contenuti dovranno crescere nel tempo.
Solo dopo iniziamo a decidere come quella struttura deve apparire.
Il design smette così di essere decorazione e diventa uno strumento per rendere più chiaro il contenuto.
“Personalizzato” non significa aggiungere più cose
C’è un altro equivoco. Un sito su misura non dovrebbe necessariamente avere più funzionalità.
Spesso dovrebbe averne meno.
La personalizzazione serve anche a eliminare ciò che non serve.
Un sistema costruito intorno a un progetto specifico può avere:
- meno plugin;
- meno opzioni inutili;
- meno componenti generici;
- meno possibilità di fare modifiche che rompono il layout;
- meno passaggi per aggiornare un contenuto.
Il risultato può essere molto più semplice di una soluzione preconfezionata.
Semplice, però, non significa standard.
Significa che qualcuno ha deciso prima cosa fosse davvero necessario.
Il vero vantaggio è poter gestire i contenuti nel modo giusto
Una parte importante dello sviluppo web su misura riguarda ciò che normalmente non si vede.
Il back-end.
Supponiamo che un’azienda debba pubblicare frequentemente nuovi progetti.
Potremmo darle un editor vuoto e chiedere ogni volta di costruire la pagina. Oppure possiamo creare una struttura con campi precisi: problema, intervento, risultato, immagini, servizi coinvolti.
Nel secondo caso il sito non è semplicemente più facile da aggiornare.
È anche più difficile da aggiornare male.
Lo stesso principio vale per prodotti, servizi, persone, sedi, documenti, eventi o qualsiasi altro contenuto ricorrente.
Per noi un sito ben progettato deve funzionare bene sia per chi lo visita sia per chi dovrà gestirlo.
E quando l’azienda cambia?
È qui che emerge uno dei vantaggi più importanti. Un sito non dovrebbe essere progettato soltanto per quello che l’azienda è oggi.
Dovrebbe lasciare spazio a quello che potrebbe diventare domani. Non significa prevedere ogni possibile esigenza futura. Sarebbe impossibile.
Significa evitare scelte che rendano inutilmente difficile cambiare.
Se tra un anno nasce un nuovo servizio, il sito può accoglierlo? Se aumentano i progetti pubblicati, l’archivio continua a funzionare?
Se cambiano i contenuti della homepage, possiamo intervenire senza ricostruirla?
Se arriva la necessità di collegare un gestionale, un CRM o una piattaforma esterna, l’architettura lo consente?
La scalabilità di un sito web non consiste nell’aggiungere tutto fin dall’inizio.
Consiste nel non chiudere le porte che potremmo aver bisogno di aprire.
Anche la SEO parte dalla struttura
Uno sviluppo su misura può aiutare anche la SEO, ma non perché il codice personalizzato abbia qualche proprietà magica agli occhi di Google.
Il vantaggio sta nella possibilità di progettare correttamente il sito fin dall’inizio.
Possiamo decidere:
- quali argomenti meritano una pagina dedicata;
- come organizzare la gerarchia dei contenuti;
- quali URL utilizzare;
- come collegare le pagine tra loro;
- quali elementi devono poter essere gestiti editorialmente;
- come evitare duplicazioni inutili;
- quali contenuti devono essere aggiornabili nel tempo.
Una buona base tecnica è importante. Ma la visibilità nasce soprattutto dall’incontro tra struttura, contenuti, intento di ricerca e qualità dell’esperienza.
Un template non impedisce automaticamente di fare SEO. E uno sviluppo personalizzato non garantisce automaticamente risultati. La differenza sta in come viene progettato il sistema.
Prestazioni: meno dipendenze, più controllo
Anche le prestazioni possono beneficiare di un approccio più mirato. Molti strumenti generalisti devono poter fare centinaia di cose perché devono funzionare per migliaia di siti diversi.
Il tuo sito, invece, deve fare bene soltanto ciò che serve al tuo progetto. Questo permette spesso di ridurre componenti inutilizzati, dipendenze e codice superfluo. Ma anche qui non esistono automatismi.
Un sito personalizzato può essere lento se sviluppato male. Un sito basato su strumenti standard può essere veloce se costruito con attenzione. Il punto è avere controllo sulle decisioni tecniche e poterle prendere in funzione del risultato che vogliamo ottenere.
Sicurezza: il custom non è automaticamente più sicuro
Anche l’idea secondo cui “un sito personalizzato è più sicuro perché non usa template” va ridimensionata.
La sicurezza dipende da molti fattori:
- qualità del codice;
- aggiornamenti;
- hosting;
- configurazione;
- gestione degli accessi;
- plugin e dipendenze;
- manutenzione.
Scrivere tutto da zero non rende un sito automaticamente più sicuro. Anzi, utilizzare strumenti maturi e mantenuti può essere spesso una scelta migliore rispetto a reinventare componenti già risolti bene.
Lo sviluppo su misura dovrebbe servire a personalizzare ciò che davvero deve esserlo, non a riscrivere ogni pezzo del sistema per principio.
Quindi cosa significa davvero “su misura”?
Per noi significa questo:
Non costruire il sito che lo strumento permette di fare. Costruire il sito che il progetto richiede, scegliendo poi gli strumenti più adatti per realizzarlo.
A volte significa sviluppare una funzione specifica. A volte significa costruire un sistema editoriale particolare.
A volte basta adattare bene strumenti esistenti. E altre volte la soluzione migliore è sorprendentemente semplice. Il valore non sta nella quantità di sviluppo personalizzato. Sta nella qualità delle decisioni prese prima di sviluppare.
Quando ha senso scegliere un sito su misura?
Ha particolarmente senso quando il sito deve:
- rappresentare un’identità visiva non standard;
- gestire contenuti strutturati;
- accompagnare percorsi commerciali specifici;
- integrare strumenti esterni;
- supportare processi aziendali;
- crescere nel tempo;
- differenziarsi davvero rispetto ai concorrenti;
- essere semplice da gestire nonostante una struttura complessa.
Ma può avere senso anche per un sito molto piccolo. Perché “su misura” non descrive la dimensione del progetto.
Descrive il modo in cui viene pensato.
Non sempre serve partire da zero
Questa è probabilmente la parte più importante. Un buon progetto web non deve dimostrare quanto sviluppo siamo capaci di fare. Deve risolvere il problema nel modo più efficace possibile.
Se esiste già uno strumento affidabile che risolve bene una parte del lavoro, ha senso utilizzarlo. Se deve essere adattato, lo adattiamo. Se una funzione richiede qualcosa di specifico, la costruiamo.
La tecnologia è una conseguenza. Non dovrebbe essere il punto di partenza.
Prima il progetto, poi gli strumenti
Quando progettiamo un sito web partiamo quindi dall’azienda, non dalla piattaforma.
Cerchiamo di capire cosa deve comunicare, quali contenuti deve gestire, quali persone deve raggiungere e quali problemi deve risolvere.
Poi definiamo una struttura. E solo a quel punto scegliamo come costruirla. È questo, per noi, il significato più concreto di sito web su misura.
Non fare tutto da zero.
Fare soltanto ciò che serve, ma farlo per quel progetto.
FINE DELLA RISORSA
La teoria serve.
Poi bisogna decidere.
Se questo argomento riguarda un progetto reale, possiamo ragionarci insieme partendo dal problema.
Parliamo del progetto ↗