SEO e SEM: qual è la differenza e quando utilizzarle
SEO e SEM vengono spesso nominate insieme quando si parla di visibilità sui motori di ricerca. Questo può far pensare che siano due modi diversi per ottenere lo stesso risultato o, ancora più semplicemente, che una sia gratuita e l’altra a pagamento. La distinzione è un po’ più articolata. Entrambe possono intercettare persone che stanno […]
SEO e SEM vengono spesso nominate insieme quando si parla di visibilità sui motori di ricerca. Questo può far pensare che siano due modi diversi per ottenere lo stesso risultato o, ancora più semplicemente, che una sia gratuita e l’altra a pagamento.
La distinzione è un po’ più articolata. Entrambe possono intercettare persone che stanno effettuando una ricerca, ma lo fanno con logiche, tempi e modalità differenti. Soprattutto, nessuna delle due dovrebbe essere considerata automaticamente necessaria: la scelta dipende dal mercato, dagli obiettivi, dal tipo di sito e dal modo in cui i potenziali clienti cercano prodotti, servizi o informazioni.
Prima di decidere quanto investire in SEO o campagne pubblicitarie, quindi, conviene capire quale domanda vogliamo intercettare e perché una persona dovrebbe arrivare proprio su una determinata pagina del sito.
Che cos’è la SEO
SEO significa Search Engine Optimization e comprende il lavoro necessario per rendere un sito e i suoi contenuti comprensibili, accessibili e pertinenti rispetto alle ricerche che interessano realmente l’attività.
Parlare di SEO come semplice “posizionamento delle parole chiave” è riduttivo. Le keyword restano uno strumento utile per comprendere il linguaggio e le ricerche delle persone, ma rappresentano solo una parte del lavoro.
Un progetto SEO può coinvolgere l’architettura del sito, l’organizzazione dei contenuti, i collegamenti interni, gli aspetti tecnici, le prestazioni delle pagine e la capacità di rispondere in maniera adeguata a differenti intenti di ricerca. A questo si aggiunge l’analisi dei risultati: capire quali pagine vengono trovate, attraverso quali ricerche e con quale capacità di generare interazioni realmente utili.
L’obiettivo, quindi, non dovrebbe essere semplicemente “essere primi su Google”.
Una pagina può ottenere una buona posizione per una ricerca e portare comunque poco valore all’azienda. Al contrario, un numero inferiore di visite provenienti da ricerche molto pertinenti può essere decisamente più interessante.
Il punto non è ottenere più traffico possibile, ma essere trovati dalle persone giuste per ricerche coerenti con ciò che l’azienda offre.
SEO non significa soltanto inserire keyword
Una delle interpretazioni più resistenti della SEO è quella secondo cui sarebbe sufficiente individuare alcune parole chiave e ripeterle nei testi del sito.
È un approccio che rischia di produrre contenuti artificiali e, soprattutto, poco utili.
Una pagina dovrebbe nascere prima di tutto da una domanda: che cosa sta cercando di capire, scegliere o fare la persona che arriva qui?
Da questa domanda derivano contenuto, struttura e livello di approfondimento. Solo successivamente ha senso verificare come le persone esprimono quella necessità attraverso le ricerche e utilizzare termini e varianti pertinenti all’interno della pagina.
Per questo la SEO non riguarda esclusivamente chi scrive i testi. Può iniziare molto prima, quando si decide quali sezioni deve avere un sito, come organizzare prodotti e servizi, quali pagine creare e quali informazioni mettere in relazione tra loro.
Correggere una struttura confusa dopo la pubblicazione è possibile. Progettarla correttamente dall’inizio, quando ci sono le condizioni per farlo, è generalmente più sensato.
Che cos’è la SEM
SEM significa Search Engine Marketing. Qui è necessaria una precisazione, perché il termine nel tempo è stato utilizzato con significati differenti.
In senso ampio può indicare l’insieme delle attività di marketing legate ai motori di ricerca, comprendendo quindi anche la SEO. Nell’uso professionale corrente, però, SEM viene spesso utilizzato per riferirsi soprattutto alle attività pubblicitarie a pagamento sui motori di ricerca, come le campagne search.
È questa seconda accezione che rende più semplice comprendere la differenza operativa tra SEO e SEM.
Con una campagna a pagamento è possibile mostrare un annuncio in relazione a determinate ricerche, definendo pubblico, budget, aree geografiche, pagine di destinazione e altri parametri della campagna.
La visibilità, in questo caso, è direttamente collegata all’investimento pubblicitario. Quando la campagna viene interrotta, viene meno anche la visibilità acquistata attraverso quella campagna.
Questo non significa che la SEM produca risultati immediati o automatici. Comprare traffico è relativamente semplice; comprare traffico utile molto meno.
Servono una corretta selezione delle ricerche da intercettare, annunci coerenti, pagine di destinazione adeguate e soprattutto un sistema di misurazione che permetta di capire cosa succede dopo il clic.
Qual è quindi la differenza tra SEO e SEM?
La differenza più evidente riguarda il modo in cui viene acquisita la visibilità.
Con la SEO si lavora affinché le pagine possano essere comprese dai motori di ricerca e risultare pertinenti nelle ricerche organiche. Con la SEM, intesa come advertising sui motori di ricerca, si acquista invece uno spazio pubblicitario per intercettare determinate ricerche.
Cambiano anche i tempi. Un’attività SEO tende ad avere una prospettiva medio-lunga e i suoi effetti non sono completamente prevedibili né controllabili. Una campagna pubblicitaria può invece essere attivata rapidamente e permette un controllo più diretto su budget e targeting, ma richiede un investimento continuativo per mantenere quella specifica fonte di traffico.
Cambia, infine, il tipo di controllo. Nella pubblicità possiamo decidere molto di ciò che riguarda la campagna. Nella ricerca organica possiamo migliorare sito, contenuti e struttura, ma non decidere unilateralmente quale posizione una pagina otterrà nei risultati.
Sono differenze importanti perché rendono SEO e SEM strumenti adatti a esigenze diverse.
SEO e advertising non sono necessariamente alternative
Chiedersi se sia “meglio la SEO o la SEM” porta spesso a una risposta poco utile, perché presuppone che sia necessario scegliere una delle due.
In alcuni progetti possono lavorare insieme. In altri può avere senso concentrarsi prevalentemente su una sola attività. E in altri ancora il motore di ricerca potrebbe non essere il principale canale di acquisizione.
Una campagna a pagamento, ad esempio, può essere utile quando si vuole verificare rapidamente la risposta a un’offerta, sostenere un’attività commerciale in un determinato periodo o intercettare una domanda già esistente. La SEO può essere più adatta quando esistono ricerche informative o commerciali ricorrenti alle quali il sito può rispondere attraverso contenuti utili nel tempo.
Esiste anche un altro aspetto interessante: i dati provenienti dalle campagne possono aiutare a comprendere quali ricerche e messaggi producono interazioni significative, mentre l’analisi SEO può evidenziare argomenti e bisogni che meritano di essere approfonditi anche attraverso altre attività di comunicazione.
L’importante è non confondere i due strumenti e non attribuire a uno ciò che appartiene all’altro.
Traffico e traffico qualificato non sono la stessa cosa
Questo è probabilmente uno dei punti più importanti quando si valuta un’attività sui motori di ricerca.
Aumentare il numero delle visite è un dato facilmente leggibile, ma da solo dice poco. Per un’azienda conta maggiormente capire chi arriva sul sito, cosa stava cercando e cosa fa dopo essere arrivato.
Immaginiamo un’impresa che offre un servizio tecnico molto specifico. Portare migliaia di visite da ricerche generiche può produrre numeri apparentemente interessanti, senza generare richieste pertinenti. Intercettare poche centinaia di persone che stanno cercando esattamente quel servizio può avere un valore completamente diverso.
La stessa logica vale per le campagne a pagamento: un clic non è un risultato commerciale. È soltanto l’ingresso di una persona nel sito.
Per questo SEO e advertising dovrebbero essere valutati insieme a dati più vicini agli obiettivi reali: richieste di contatto pertinenti, preventivi, vendite, iscrizioni, consultazione di determinate informazioni o altre azioni significative per quel progetto.
Prima della SEO e della SEM viene il sito
Portare persone su un sito che non riesce a spiegare bene cosa offre l’azienda difficilmente risolve il problema.
È un aspetto che viene talvolta trascurato. Si interviene sull’acquisizione di traffico senza verificare se le pagine di destinazione siano comprensibili, se i contenuti rispondano alle domande dell’utente, se la navigazione sia chiara o se esistano ostacoli tecnici e di usabilità.
La SEO stessa dipende dalla qualità della struttura e dei contenuti. Una campagna pubblicitaria, allo stesso modo, non può compensare indefinitamente una pagina poco efficace.
Questo non significa che un sito debba essere completamente rifatto prima di iniziare qualsiasi attività. A volte bastano interventi mirati sulle pagine strategiche; altre volte emergono problemi strutturali che richiedono un lavoro più ampio.
La decisione dovrebbe derivare dall’analisi, non da una regola prestabilita.
Come capire dove investire
Prima di scegliere SEO, campagne a pagamento o una combinazione delle due, è utile partire da alcune domande concrete: esiste una domanda di ricerca significativa per ciò che offriamo? Le persone conoscono già il prodotto o il servizio oppure dobbiamo prima creare consapevolezza? Quanto è competitivo il mercato? Il sito dispone di contenuti adeguati? Qual è il valore economico di un contatto o di una vendita? Possiamo misurare ciò che accade dopo l’arrivo sul sito?
Le risposte possono portare a strategie molto diverse.
Un ecommerce con migliaia di prodotti ha esigenze differenti rispetto a un’impresa B2B che riceve poche richieste all’anno ma di elevato valore. Un’attività locale deve ragionare diversamente da un’azienda che opera su più mercati. Un servizio nuovo, che le persone ancora non cercano con un nome preciso, pone problemi differenti rispetto a un prodotto per il quale esiste già una domanda esplicita.
Per questo partire direttamente dallo strumento — “facciamo SEO” oppure “facciamo una campagna” — spesso significa anticipare la soluzione prima di avere definito il problema.
La differenza più utile non è quella tra due sigle
Conoscere il significato di SEO e SEM serve, ma non è la distinzione più importante.
La domanda realmente utile è capire quale ruolo deve avere la ricerca all’interno del percorso con cui un’azienda viene trovata, valutata e scelta.
SEO e advertising possono contribuire entrambe a questo percorso, ma non sostituiscono una strategia, un’offerta comprensibile o un sito progettato correttamente. Sono strumenti di acquisizione e visibilità che funzionano in condizioni diverse e che devono essere valutati attraverso dati coerenti con gli obiettivi del progetto.
Prima di chiedersi quale dei due utilizzare, quindi, conviene partire da qualcosa di molto meno tecnico: capire chi stiamo cercando di raggiungere, cosa sta cercando quella persona e quale risposta possiamo realmente offrirle.
FINE DELLA RISORSA
La teoria serve.
Poi bisogna decidere.
Se questo argomento riguarda un progetto reale, possiamo ragionarci insieme partendo dal problema.
Parliamo del progetto ↗