Strategia digitale: come scegliere cosa fare e cosa lasciare perdere
Sito web, ecommerce, SEO, Google Ads, social network, newsletter, video, automazioni. L’elenco delle attività digitali possibili continua a crescere. Il problema è che molte aziende iniziano a utilizzare strumenti e canali senza aver prima deciso cosa devono ottenere. Il risultato è spesso un insieme di attività scollegate che richiedono tempo e budget senza costruire una […]
Sito web, ecommerce, SEO, Google Ads, social network, newsletter, video, automazioni.
L’elenco delle attività digitali possibili continua a crescere.
Il problema è che molte aziende iniziano a utilizzare strumenti e canali senza aver prima deciso cosa devono ottenere.
Il risultato è spesso un insieme di attività scollegate che richiedono tempo e budget senza costruire una direzione comune.
Una strategia digitale serve soprattutto a scegliere.
Non tutti i canali sono necessari
L’idea di dover essere presenti ovunque nasce spesso dalla paura di perdere opportunità.
Ma ogni canale richiede:
- contenuti;
- gestione;
- competenze;
- tempo;
- budget;
- misurazione.
Aprire un nuovo profilo social è semplice. Mantenerlo utile per anni è un’altra cosa.
Essere presenti su meno canali, ma con una funzione chiara, può produrre risultati molto migliori.
Il punto di partenza è l’obiettivo
Prima dello strumento viene la domanda.
Cosa deve migliorare?
Per esempio:
- aumentare le richieste commerciali;
- vendere online;
- supportare la rete vendita;
- migliorare la reputazione;
- entrare in nuovi mercati;
- ridurre attività manuali;
- essere trovati per determinati servizi.
Obiettivi diversi richiedono strumenti diversi.
Il sito può essere il centro, ma non sempre basta
Per molte aziende il sito rimane il punto in cui informazioni, contenuti e conversioni si incontrano.
Questo non significa che possa lavorare da solo.
Un buon sito senza visibilità potrebbe ricevere poco traffico.
Una campagna pubblicitaria senza una landing efficace può sprecare budget.
Una forte presenza social senza una proposta chiara può generare attenzione ma pochi risultati.
La strategia serve proprio a far lavorare insieme queste componenti.
Anche decidere di non fare qualcosa è strategia
Può essere utile decidere che:
- TikTok non è prioritario;
- una newsletter non ha ancora abbastanza contenuti;
- una campagna Ads deve aspettare il rifacimento della landing;
- un ecommerce non è ancora il modello adatto;
- una nuova sezione del sito non genera valore sufficiente.
Dire di no consente di concentrare risorse sulle attività che hanno maggiore probabilità di funzionare.
Le priorità cambiano nel tempo
Una strategia digitale non dovrebbe essere un documento immutabile.
Un’azienda cresce, cambia prodotti, entra in nuovi mercati e modifica il proprio modo di vendere.
Anche gli strumenti devono evolvere.
Per questo è utile lavorare per fasi.
Prima si costruiscono le fondamenta. Poi si misura. Infine si decide dove investire ulteriormente.
La domanda più utile non è “cosa possiamo fare?”
Nel digitale quasi tutto è tecnicamente possibile.
La domanda migliore è:
cosa vale davvero la pena fare adesso?
È da questa scelta che nasce una strategia sostenibile.
FINE DELLA RISORSA
La teoria serve.
Poi bisogna decidere.
Se questo argomento riguarda un progetto reale, possiamo ragionarci insieme partendo dal problema.
Parliamo del progetto ↗